Il Monferrato e le Langhe
Il Monferrato è una regione storica del Piemonte, quasi interamente compresa nella provincia di Alessandria; è delimitata a sud dal corso del Tanaro, del Belbo e della Bormida; a nord dal corso del Po. È paese prevalentemente collinoso, con rilievi, di modesta altezza, costellati da una quantità di piccoli e grossi centri. Entro il solco vallivo del Tanaro e quello della Bormida, limitato a sud dallo spartiacque alpino fra Piemonte e Liguria, vi sono il gruppo di colline denominate Langhe ricche di vitigni dai quali si traggono i famosi vini piemontesi (barbera, nebiolo ecc.): questi rilievi infatti sono costituiti da terrazzi calcareo-marnosi che ben si prestano alla coltivazione della vite. Le colline delle Langhe sono attraversate da valli parallele al fiume Belbo che incidono un altipiano che mediamente è assai più elevato (650 metri s.l.m.) di quello contiguo del Monferrato (350 metri s.l.m.).
I paesi che costellano le Langhe sorgono in posizioni pittoresche, per lo più sull'alto delle colline sulle quali si sopraelevano innumerevoli ruderi di antichi castelli e torri che conferiscono a questa terra un fascino molto particolare.
I due centri maggiori dell'intera zona del Monferrato e delle Langhe sono Asti e Alba situate sul fondovalle principale del Tanaro e pertanto appartenenti a entrambe le zone geografiche.
La storia del Monferrato vede questa terra teatro di vicende che nei secoli creano legami con varie realtà politiche. Il marchesato del Monferrato si costituì alla fine del decimo secolo con Oddone della dinastia degli Aleramici che lo tenne fino al 1305 quando, morto l'ultimo marchese Giovanni I senza discendenza maschile, il marchesato passò ai discendenti della sorella Violante moglie dell'imperatore greco Andronico Paleologo. La dinastia dei Paleologi resse il marchesato fino al 1633 quando Giangiorgio morì senza eredi diretti aprendo una disputa per la successione fra i Gonzaga di Mantova (uno dei quali aveva sposato la nipote dell'ultimo Paleologo) e i Savoia in nome di qualche parentela ma soprattutto al patto di devoluzione stretto con i Paleologi in caso di estinzione del ramo maschile. La contesa fu decisa dall'imperatore Carlo V in favore dei Gonzaga che presero possesso del marchesato dopo la pace di Château Cambrésis (1559). I Gonzaga, invisi ai monferrini, vendettero molti feudi al maggior offerente, feudi che finirono nelle mani di Mantovani, Genovesi, Lombardi, senza mai preoccuparsi di fare del Monferrato una parte integrante del loro Stato.
Le tenaci ambizioni dei Savoia sul Monferrato provocarono varie guerre che si conclusero solo nel 1714 quando con i trattati di Utrecht e di Rastadt il Monferrato passò ai Savoia. Con l'occupazione francese divenne il Dipartimento del Tanaro (1798) e dal Congresso di Vienna (1815) fu unito definitivamente al Regno di Sardegna e poi d'Italia. Una storia, quella del Monferrato, che ha determinato influenze varie, da quelle greche dei Paleologi, a quelle dei Gonzaga, a quelle francesi dei Savoia, che ancora oggi sono forse le più chiaramente riscontrabili.
CAMINO
Il comune conta cira 780 abitanti e si trova a 250 m.s.l.m ed è formato da numerose frazioni che sono: Castello, Castel San Pietro, Brusaschetto, Piazzano, Luparia, Villanova ,Zizzano ed Isolengo.
Il patrono è san Lorenzo Martire, festeggiato ogni anno il 10 agosto.
Il paese, centro agricolo del basso Monferrato, è situato all'estremo confine con la provincia di Alessandria e con quella di Vercelli.
Antico possesso di vescovi di Asti, passò successivamente ai marchesi del Monferrato. L'agricoltura rimane la fonte economica principale del paese e produce in prevalenza uva, frumento, granoturco, ortaggi e foraggi. L'imponente Castello edificato nel XI secolo e ben restaurato, con una torre gotica alta oltre 40 metri, è circondato da un vasto parco. E' uno dei più famosi e imponenti castelli del Monferrato; sorge sulla sommità di un colle con la sua slanciata torre e le poderose facciate. Ampliato nel XV secolo e gravemente danneggiato dai francesi nel 1631, fu restaurato verso la fine del 700. All'interno conserva un ampio cortile quattrocentesco e nel salone centrale ci sono 21 ritratti di feudatari dipinti su tela nel 700 da Pietro Francesco Guala. Degne di nota sono anche la chiesa di San Gottardo del XII secolo con affreschi votivi del XV secolo e la chiesa di San Lorenzo Martire, costruita alla fine del '600, al cui interno è custodita una tela di scuola del Moncalvo.
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CENNI STORICI
Sulla Chiesa di San Pietro al Castello
Nella Parrocchia di Castel San Pietro
Comune di Camino
Nei documenti conservati nella Curia Vescovile di Casale Monferrato risulta che una prima chiesa di San Pietro al Castello risaliva al 1183. Fu istituita parrocchia nel 1701 ed ebbe come primo parroco il priore Giovanni Battista Broglia che la ricostruì nel 1722.
Della chiesa di San Pietro al Castello si parla di inventari di beni ecclesiastici fatti nel 1563, 1612, 1630, 1688, 1701, ecc. ecc.
La prima visita pastorale che ne conserva tracce è quella del Vescovo di Novara Girolamo Ragazzoni nel 1577. L'ultima visita pastorale, prima della distruzione di detta chiesa, risale al Vescovo Avogadro nel 1766.
La chiesa di San Pietro castello venne distrutta negli anni seguenti la rivoluzione francese. Difatti Monsignor Alciati inaugurando la nuova chiesa parrocchiale costruita nella sede attuale negli anni 1805-1808, con l'ampliamento del preesistente oratorio della SS Trinità, annotava che il campanile non era ancora ultimato e faceva cenno "all'antica parrocchiale distrutta sull'alto del colle" accanto alla quale vi era il cimitero ancora in funzione nonostante l'interdetto.
L'attuale chiesa, in posto stupendamente panoramico e così ricco di memorie storiche, fu ricostruita nel 1886.